La profezia di Sergio Rizzo: Italiexit porta del baratro

E se l’Italia uscisse dall’euro? Per alcuni è auspicabile, per altri un dramma, ma per il giornalista vicedirettore di Repubblica Sergio Rizzo è il punto di partenza del suo “02.02.2020 La notte che uscimmo dall’euro”. Un romanzo distopico in cui si immaginano retriscena e conseguenze dell’Italiexit. Tutto ha inizio dalla svolta politica del Paese, governato da un’alleanza tra partito dei sovranisti e partito populista e con a capo un premier avvocato non eletto. Vi ricorda qualcosa? Sì, l’ispirazione di questo libro (scritto nel luglio del 2018) è l’attualità italiana, ma la trama segue uno svolgimento immaginario (o forse profetico?).

TRAMA- L’Italia dopo le elezioni ha un governo populista-sovranista euroscettico. Il premier è un avvocato, i due vicepremier sono un ministro radicale fidanzato con una bella attrice ed un ministro meridionale ex commesso. Hanno una maggioranza schiacciante, una politica basata su slogan e demonizzazione dei migranti e grazie al forte consenso popolare, mai registrato nella storia dell’Italia repubblicana, attuano una politica di autonomia rispetto all’Unione europea che sfocia nell’uscita dalla moneta unica. I primi mesi di Governo sono difficili e febbrili: alla spinta antieuropeista dei potenti ministri si oppongono solo i moniti del capo dello stato ed i rimorsi del premier. Ma i piani, anzi “il piano Morris” (dal nome dell’unico prigioniero evaso da Alcatraz) dell’esecutivo non incontra ostacoli decisivi. Dopo le dimissioni del primo ministro e l’incarico al capo del partito del Nord, la strada verso l’uscita dall’Ue è spianata. Il 2 febbraio del 2020 inizia il corso della nuova moneta, la “Lira Nuova”, con il prevedibile scompiglio. File ai bancomat, carenza di liquidi ma soprattutto il generale “stordimento” dei cittadini catapultati in un sistema che non ha più il paracadute dell’Ue. Le conseguenze della ‘secessione’ dall’Europa, infatti, sono economicamente devastanti: stop ai fondi strutturali, finanziamenti da restituire per le opere non completate, i prezzi salgono alle stelle e la povertà dilaga. Nel sottobosco della crisi pascolano gli speculatori, alcuni legati a doppio filo alle forze di governo.  Una situazione esplosiva che conduce l’Italia sull’orlo del baratro ma con la speranza, nel finale, che l’arte di resistere, rigenerarsi ed “arrangiarsi” degli italiani li salverà ancora una volta.

RECENSIONE- Sergio Rizzo avrebbe potuto scrivere un instant book per parlare della situazione politica italiana ma ha fatto una scelta differente ed originale: descrivere l’Italia di questi giorni e quella di un ipotetico futuro attraverso un romanzo distopico. Le basi sono solidissime. Rizzo tratteggia uno scenario ispirato ai personaggi politici del momento (Salvini, Di Maio, Conte) e li proietta in un futuro prossimo immaginando cosa accadrebbe se il famoso “piano B” (l’uscita dalla moneta unica) venisse effettivamente attuato. Tutto è supportato da una rigida conoscenza dei meccanismi economici e finanziari europei. Ciò che Rizzo descrive potrebbe davvero accadere all’Italia? Sì o forse no, di sicuro un’Italiexit sarebbe uno choc finanziario per il Paese e per l’intera Ue. Il vicedirettore di Repubblica immagina (per qualcuno profetizza) un futuro fosco, lasciando un margine di italico ottimismo solo sul finale. Il romanzo è lineare, scorrevole e aiuta a comprendere la realtà politica attuale, comunque la si pensi.


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Posted ottobre 23, 2018 by librosaura in category "Uncategorized

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