Le tredici storie strazianti salvate da una giornalista

“Tredici canti” è la terza lettura di un settembre in cui conto di riprendere la media di libri persa miseramente ad agosto. Un libro di racconti grazie al quale ho conosciuto la tremenda storia dell’ex ospedale psichiatrico più grande del Sud.

TRAMA- Una giornalista scova negli archivi di un vecchio manicomio i documenti di tredici “ospiti” della struttura. Carte che lei salva dall’oblio insieme alle storie dei “pazzi” che ne sono protagonisti. Per me potrebbe essere la sceneggiatura di un film quanto ha fatto la giornalista napoletana Anna Marchitelli, notista delle pagine culturali di grandi quotidiani che ha riportato alla luce le vicende di tredici internati dell’ospedale psichiatrico “Leonardo Bianchi” di Napoli. Marchitelli ha trascritto in forma di racconti romanzati quelle strazianti vite in “Tredici canti” per la Piccola Biblioteca di Neri Pozza. Merito della giornalista è di avere dato la voce a persone che subirono la ferocia della detenzione in manicomio: uomini e donne che per ragioni diverse saggiarono le spaventose condizioni di un ospedale psichiatrico da cui spesso uscirono solo per raggiungere un altro manicomio. Tra le storie raccontate, quella di Renato Caccioppoli, celebre matematico napoletano afflitto da problemi psichici ma che nel Bianchi trovò soprattutto il rifugio dal carcere o dall’esilio per le sue idee antifasciste. Marchitelli racconta le vicende del camorrista pentito Gennaro Abbatemaggio che in manicomio si faceva ricoverare come andasse in una clinica per disintossicarsi. E ancora il ribelle Emilio Caporali, che scagliò un sasso contro il primo ministro Francesco Crispi, l’anarchica torinese Clotilde Peani, il pensatore Luigi Martinotti che stregò Benedetto Croce con le sue teorie sull’universo riconosciute postume. Un viaggio in biografie semisconosciute relegate nei polverosi archivi di una struttura da decenni finita nel degrado. Oggi il Leonardo Bianchi è solo lo scheletro della cittadella che fu fino agli anni Cinquanta, quando accolse migliaia di pazienti curati coi metodi del tempo e avviati ad un mestiere. Una “fortezza” arroccata sulla collina di Capodichino di cui oggi, per fortuna, non resta che il fantasma.

RECENSIONE- Freddi referti psichiatrici corredati dei tremendi dettagli clinici trasposti con grande lirismo in tredici racconti. Una missione encomiabile, quella di Anna Marchitelli: dare dignità alle vite di tredici diseredati, emarginati, oppressi che nel Leonardo Bianchi sono precipitati come in un buco nero riacquistando una vita normale solo in rare eccezioni.  Lo stile è ricco, il linguaggio ricercato, quasi a volere riscattare quelle vicende dal gelido formalismo dei resoconti degli psichiatri. Il risultato è un libro che rende giustizia a quanti sono entrati e magari mai usciti da quella fortezza di dolore e paura che fu il manicomio di Capodichino.

“Tredici canti (12+1)”

Anna Marchitelli

Piccola Biblioteca Neri Pozza

157 pagine

13,50 euro


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Posted settembre 16, 2018 by librosaura in category "Uncategorized

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