Alessandra, bella e sola in cammino verso un’altra vita

“Mollo tutto e me ne vado”. Quanti di noi, almeno una volta, lo avranno detto o sperato. E c’è chi, come la giornalista Alessandra Beltrame, lo fa sul serio. Alla vigilia dei cinquanta anni l’autrice di “Io cammino da sola” lascia un lavoro ben pagato, una carriera costruita passo dopo passo con ambizione e impegno, e cambia vita. A spronarla ci sono tante cose: l’insoddisfazione; le tante storie d’amore cui sfugge inseguendo la propria libertà; l’accettazione della propria solitudine; la voglia di combattere l’infelicità che si insinua latente nelle pieghe di una vita apparentemente perfetta. Beltrame lo scrive da subito: “Questo libro è per parlare di noi solitari. Noi che anche se siamo in coppia, o se stiamo in moltitudine, continuiamo a sentirci, a essere soli”. Non una solitudine patologica né (del tutto) misantropa, però, ma “stimolante, creativa, seminale”: quella che spesso è alla base dei grandi cambiamenti e delle grandi avventure. E una grande avventura esistenziale è quella cui va incontro Alessandra quando, fatti i conti con le proprie insoddisfazioni, decide di mettersi in marcia. Lascia il lavoro presso una casa editrice, chiude in un cassetto la routine e si avvicina al cammino. Una condizione comune a tanti di noi, affaticati da una quotidianità monotona ed insoddisfacente, stritolati da ritmi imposti e costretti ad una continua corsa come criceti sulla ruota. Affannati da obiettivi che si dissolvono appena raggiunti, pronti a collezionare scontrini, biglietti di viaggio, foto vivendo solo superficialmente ogni momento. Senza fermarsi a respirare. Alessandra Beltrame invece ascolta il proprio corpo oltre che la propria menre e cambia rotta lasciando i tacchi e il caos della città e indossando scarponi e zaino. Inizia un bel cammino descritto con grande profondità in questo diario che parte proprio dalla scelta centrale, dalla decisione di lasciare il lavoro. L’autrice racconta molto di sé: l’infanzia complicata e già solitaria, l’amore per la lettura,  il rapporto con i genitori e la sorella, la loro separazione, la passione per il giornalismo,  la scelta di tuffarsi nel lavoro per sentirsi ed essere indipendente, i rapporti sentimentali con uomini che non riescono mai a riempirle la vita, la morte della madre per un tumore e quella del padre,  l’iniziazione al cammino come via di fuga e punto di svolta che la conduce dal suo Friuli pasoliniano all’Irpinia di Franco Arminio, dalla Sicilia al Molise fino alla tappa finale e catartica: la via Francigena. “Io cammino da sola” è un libro scritto in maniera chiara, con frasi brevi ed asciutta e paragrafi di poche pagine. Un racconto di sé profondo con cui, se si sta vivendo un periodo di cambiamento (volontario o meno) si riesce facilmente ad empatizzare. Capita a tutti di sentire l’esigenza di invertire la rotta del proprio destino. Sono in pochi, però, quelli capaci di fare i conti con la paura di un’esistenza che si consuma senza coglierne il significato e che non si piegano ad arrivare alla fine senza ammettere la propria frustrazione. Alessandra Beltrame è tra quei pochi. “Anche io volevo essere bella e sola in cammino- scrive- Affrontare la mia solitudine. Isolarmi. Stare sola. Farmi isola. Partire. Camminare da sola”. Una decisione coraggiosa, meditata, definitiva. Oggi la scrittrice porta avanti il suo cammino anche con un blog (iocammino.org), le presentazioni del suo libro ed una pagina Facebook. Suggeriamo di dare un’occhiata, oltre che di acquistare questa piccola perla. Un libro che non tradisce le aspettative: ci si immedesima, ci si emoziona, si empatizza e ci si domanda: “Avrei mai il coraggio di fare lo stesso?”.

“Io cammino da sola”

Ediciclo edizioni

175 pagine

15 euro


Tag:, , , , , , ,
Copyright 2018. All rights reserved.

Posted giugno 21, 2018 by librosaura in category "Uncategorized

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *