L’uomo nei boschi, indagine su un padre

Christian Bailly è un infermiere di 61 anni ed è a tre mesi dalla pensione. Un giorno  qualunque decide di andare  a fare la solita passeggiata tra i boschi da solo. Raggiunge con la sua auto nuova ma molto spartana la montagna, si addentra tra i sentieri che conosce da almeno quarant’anni e sparisce nel nulla. Dopo tre giorni qualcuno, avendo notato l’auto ferma sul ciglio della strada, chiama la polizia. Poco dopo verrà scoperto il cadavere già decomposto  ai piedi di una cascata e sotto un pendio scosceso poco sicuro da percorrere in inverno. Cosa è successo a Christian? E’ caduto mentre cercava funghi o altro?

E’ questo il prologo di “L’uomo dei boschi”, l’ultimo libro dello scrittore francese Pierric Bailly. La coincidenza tra il cognome dell’autore e quello della vittima non è una scelta artistica: Christian era il padre di Pierric, e la sua tragica e prematura fine è al centro di questo breve romanzo, ma sarebbe meglio definirlo “diario” o memoir, che racconta la storia di Christian, le sue vicissitudini di essere umano, padre e lavoratore come tanti e, in controluce, del rapporto tra Pierric e quella figura paterna che aveva frequentato poco e capito tardi. Appreso della tragedia, Bailly scrittore si mette in auto e raggiunge i luoghi del padre, i piccoli borghi della regione francese dello Jura, dove lui stesso è cresciuto, ed inizia una indagine che però non è fatta di ricerca di indizi e prove. Pierric Bailly indaga sul suo rapporto col genitore, sul carattere dolce ma burbero di quell’uomo, sulle malinconie e frustrazioni che potrebbero averlo guidato su quel sentiero pericoloso e infine sulla morte che divide irrimediabilmente ma unisce quando dà l’occasione di ricordare.

“L’uomo dei boschi” diventa così un breve ed intenso flusso di coscienza. Non un romanzo, non un racconto né un’inchiesta. Un diario intimo che l’autore mette a disposizione dei lettori in uno stile che per chi ha letto Emmanuel Carrere risulta familiare. Ci sono momenti toccanti e passaggi intimi, si riflette su quello che si lascia dopo il trapasso come eredità materiale ma soprattutto morale. Mentre resta senza risposta la domanda da cui parte il libro: “Come è morto Christian?”. Alla fine della lettura ti accorgi,però, che non è più tanto necessario saperlo.


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Posted giugno 12, 2018 by librosaura in category "Uncategorized

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